Il centro
Estremo lembo d’Italia in terra d’Africa, Lampedusa è un’isola piena di contrasti, dove l’esotico mare spesso fa dimenticare il brullo paesaggio ed il paese un po’ disordinato. Le piccole spiagge di sabbia bianca, il mare che assume i diversi toni di azzurro, la luce del sole spesso abbagliante donano a quest’isola un fascino particolare ed unico.
E’ proprio in questa cornice che la biologa Daniela Freggi ha allestito da 10 anni il Centro di recupero per le tartarughe marine, patrocinato dal WWF ITALIA.
Fino allo scorso anno la vecchia sede, ampia e in mezzo al verde, ha ben svolto il ruolo di ospedale per le tartarughe marine, pur con l’oggettiva difficoltà della distanza dal mare, che complicava il rifornimento di acqua di mare per le vasche di convalescenza. Quest’anno il Centro, grazie al sostegno del Sindaco di Lampedusa e Linosa, ha trovato una nuova collocazione presso alcuni locali della Stazione Marittima, più professionali e vicini al mare. L’ospitalità della Capitaneria di Porto e del Demanio Marittimo garantisce uno spazioso ambulatorio con sala operatoria, una terapia intensiva dove trovano sistemazione le vasche per la stabulazione delle tartarughe marine e una saletta con funzione di museo nell’ambito del quale prende spazio una piccola mostra a carattere scientifico-divulgativo, per ora non ancora aperta al pubblico, poiché in attesa delle relative autorizzazioni dell’Assessorato Agricoltura e Foreste, così come lo spazio esterno per la sistemazione delle vasche di convalescenza.
Il Centro di recupero annualmente ospita circa duecento tartarughe marine: la maggior parte di esse viene accidentalmente catturata con gli ami e con le reti, ed arriva al piccolo ospedale grazie alla preziosa e fondamentale collaborazione dei pescatori di Mazara del Vallo, di qualche operatore a Lampedusa, fra cui fondamentale è il supporto delle Forze dell’Ordine con le vedette a mare della Capitaneria di Porto, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Molte tartarughe arrivano dalla Sicilia, dove la squadra del WWF, specialmente le guardie della Riserva Naturale di Torre Salsa e di Capo Rama, affronta i viaggi di collegamento dalle Capitanerie dove l’animale è stato trasportato al traghetto di Porto Empedocle, con qualsiasi tempo e a qualsiasi orario!
Il Centro di recupero vive grazie all’impegno di volontari, italiani e stranieri, che soprattutto nei mesi estivi coadiuvano il personale presente nelle attività di monitoraggio, recupero, cura e marcatura delle tartarughe marine e nella informazione e sensibilizzazione dei turisti che ogni anno visitano l’isola.
Il Progetto
Il Progetto Tartarughe Marine del WWF ITALIA è un progetto a livello internazionale che a Lampedusa opera con successo dal 1990. Il progetto del WWF in Italia affronta la questione su due fronti: uno a mare, col recupero, la marcatura e la liberazione di esemplari accidentalmente catturati; a terra il secondo tende a fornire dati sulla possibilità di recuperare ambienti costieri utili alla nidificazione delle tartarughe. Il programma di cura, marcatura e liberazione delle tartarughe marine catturate accidentalmente durante le campagne di pesca, spiaggiate o detenute illegalmente in ristoranti o pescherie ha raggiunto ormai buoni risultati in tutta Italia, consentendo di monitorare oltre 5000 tartarughe.
E’ proprio la marcatura degli esemplari – tramite apposite targhette fornite di numero di matricola – che permette, sulla base delle successive ricatture, di studiare la biologia delle tartarughe che nuotano nei nostri mari e di effettuare, quindi, interventi di salvaguardia.
A Lampedusa il Progetto Tartarughe impiega i suoi massimi sforzi. Infatti, grazie alla preziosa collaborazione di alcuni pescatori locali, alla marineria di Mazara del Vallo, ai preziosi volontari, alle vedette di tutte le Forze dell’Ordine molte tartarughe vengono riportate a terra per essere curate e studiate. L’impegno di molti centri è quello di sensibilizzare il pubblico, ma forse Lampedusa rappresenta un faro nella ricerca italiana sulle tartarughe per la passione, gli sforzi e la preziosa collaborazione con cui volontari, veterinari e biologi portano avanti il sogno di salvare una specie in estinzione.
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