Le tartarughe

Le tartarughe marine nuotano nei nostri mari da oltre duecento milioni di anni. Parenti strette delle tartarughe terrestri, hanno solo trasformato i loro arti in pinne e assunto una forma idrodinamica.

Tutte le tartarughe marine sono considerate specie in estinzione e quindi protette da leggi nazionali ed internazionali.

Sette sono le specie che popolano i mari, ma di queste solo tre frequentano il Mediterraneo.

Una è considerata rarissima, poiché frequenta acque profonde, alimentandosi esclusivamente di meduse: è la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea), che raggiunge i 2 metri di lunghezza ed è impossibile confonderla per via del suo carapace carenato, coperto da una pelle molto spessa. Poi c’è la tartaruga verde (Chelonia mydas), vegetariana, ospite regolare in Mediterraneo che può superare il metro di lunghezza, e si riconosce dal colore bruno verdastro del carapace.

Infine c’è la tartaruga comune (Caretta caretta), frequente nelle acque di tutto il Mediterraneo. Può arrivare al metro di lunghezza, è onnivora, mangia di tutto, ed ha un bel carapace colore rosso marrone.

tartaruga

Di Caretta caretta – animale simbolo di Lampedusa – come di tutte le tartarughe marine, si sa ancora poco, se non che trascorrono tutta la loro vita in mare. Gli unici ricordi della lontana origine terrestre sono la necessità di tornare in superficie per respirare, e per le femmine adulte tornare a terra per deporre le uova. La dieta è composta da pesci, granchi, molluschi, spugne e soprattutto meduse.

Ma il mistero più grande rimane l’eccezionale capacità che le tartarughe femmine hanno di ritrovare la spiaggia giusta per riprodursi dopo migrazioni in cui percorrono migliaia di chilometri.

I pericoli

Le tartarughe sono abituate a fare i conti con i nemici naturali da tempo immemorabile. Da adulte, poi, solo i grandi squali riescono a incutere loro paura. I veri pericoli sono altri.

Le tartarughe possono restare impigliate nelle reti o abboccare alle lenze dei pescatori, e morire annegate. Nella stessa sorte incorrono quando ingeriscono i sacchetti di plastica abbandonati in mare, scambiandoli per meduse. Questo crea occlusioni intestinali o peggio lesioni responsabili di un’atroce morte. Ancora oggi, poi, in molte parti, anche del Mediterraneo, molte tartarughe vengono catturate per essere mangiate, nonostante le ferree leggi di protezione, in molti paesi disattese completamente, anche dal turista europeo.

Eppure le tartarughe sono fondamentali per il benessere della popolazione umana, garantendo con il loro enorme consumo di meduse, le condizioni necessarie per la sopravvivenza dei banchi di pesce e quelle per un turismo estivo a mare.

Ma le tartarughe cercano d’estate quello che cerchiamo anche noi: spiagge tranquille e incontaminate, per deporre le preziose uova dalle quali dipende il loro futuro.

Eppure le spiagge tranquille sono sempre meno, in tutto il Mediterraneo e in particolare in Italia. Le luci e i rumori spaventano le tartarughe femmine, tenendole lontane dalle spiagge fino a quando per le uova è troppo tardi. Le eliche dei motori fuoribordo possono causare gravi  ferite. Automobili, motociclette e spesso anche ombrelloni e sdraio possono danneggiare le  uova. Condividere le spiagge con le tartarughe è facile. Loro non chiedono molto, solo di non essere disturbate dopo il tramonto. Evitare quindi di frequentare le spiagge nelle ore notturne, di provocare rumori, accendere luci o fuochi nelle vicinanze.

E non inquinare i mari!

Nel caso qualcuno vi proponesse di acquistare gusci di tartarughe, o animali vivi, rifiutate l’offerta e denunciate subito il fatto alle autorità competenti.

Pescatori

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